TORINO - PORTA PALAZZO 2000-2026
UNA VISIONE URBANA, VENTISEI ANNI DOPO
Piazza della Repubblica - veduta Sud Ovest (maggio 2026)
1. Introduzione
Il ritorno a Torino
Era il 2000 quando il gruppo anguillAMetrica, composto dagli architetti Luca Farinelli, Giovanni Fortini, Sergio Fortini e dall'ing. Marco Maccanti, si aggiudicò il concorso internazionale promosso dal Progetto The Gate per la riqualificazione di Piazza della Repubblica (Porta Palazzo) a Torino.
A distanza di ventisei anni, lo stesso Luca Farinelli e Maria Chiara Santi (studio LUMARCH) sono tornati a visitare Porta Palazzo per osservare l'evoluzione di uno dei luoghi urbani più straordinari, vitali e complessi d'Europa.
Nel frattempo, la piazza è cambiata. Sono stati realizzati importanti interventi di riqualificazione, sono mutate le abitudini di utilizzo dello spazio pubblico e si sono succedute nuove visioni della città. Eppure, passeggiando tra i banchi del mercato e osservando i flussi che attraversano quotidianamente la piazza, sono riemerse alcune delle medesime questioni che il concorso del 2000 chiedeva di affrontare: la continuità dello spazio pubblico e dei percorsi, il rapporto tra mercato e città, il decoro dei luoghi al termine del mercato, la vitalità di questo luogo nell’intero arco della giornata.
Piazza della Repubblica - veduta Nord Ovest (maggio 2026)
Dettaglio banchi del mercato ortofrutticolo (maggio 2026)
Mercato abbigliamento (maggio 2026)
Dettaglio banchi del mercato ortofrutticolo (maggio 2026)
2. Una storia iniziata nel 2000
Il concorso internazionale
La storia di Porta Palazzo inizia in realtà qualche anno prima della vittoria del concorso.
Negli anni Novanta Luca Farinelli, ancora studente universitario, collaborava già con lo studio dell'ing. Marco Maccanti a Migliarino, in provincia di Ferrara. Attorno a quel tavolo di lavoro si incontravano frequentemente anche Giovanni Fortini e Sergio Fortini, compagni di studi e amici di lunga data di Luca. Tra il 1998 e il 1999, dopo la laurea in architettura a Venezia e il conseguimento dell'Esame di Stato, Luca, Giovanni e Sergio, decisero insieme a Marco di dare inizio ad una collaborazione più strutturata. Nacque così anguillAMetrica.
Le giornate trascorrevano tra progetti, cantieri e attività di studio. Le sere, invece, spesso proseguivano fino a notte inoltrata davanti a tavoli da disegno ricoperti di schizzi, modelli e idee. I concorsi di architettura rappresentavano un'occasione straordinaria di confronto e sperimentazione, un terreno libero nel quale mettere alla prova intuizioni, tecnologie e visioni urbane.
Dopo un primo incoraggiante risultato ottenuto nel concorso di idee Nuovi Segni che vide premiato il progetto “Idraulico Solido”, come originale proposta di riassetto e riqualificazione della “Porta di Interscambio” sud ovest della città di Milano, il gruppo decise di affrontare una nuova sfida: il concorso internazionale promosso dal Comitato Progetto Porta Palazzo - The Gate per la riqualificazione di Piazza della Repubblica a Torino. Poi arrivò la telefonata. Circa un mese dopo la consegna degli elaborati, nello studio di Migliarino il telefono squillò. Erano tutti presenti. A chiamare era Ilda Curti, direttrice del Comitato Progetto Porta Palazzo. Fu lei a comunicare che il progetto presentato da anguillAMetrica si era classificato al primo posto. Per alcuni istanti Luca non riuscì nemmeno a comprendere pienamente ciò che stava accadendo. Ricorda che le gambe iniziarono a cedergli e che faticava a rimanere in piedi. Giovanni e Sergio, vedendolo parlare al telefono e senza capire il contenuto della conversazione, iniziarono a preoccuparsi. Alla fine, Luca passò il ricevitore a Sergio perché l'emozione era tale da impedirgli quasi di continuare a parlare.
Quello fu il momento in cui compresero che l'idea nata attorno a un tavolo di provincia, nelle lunghe serate trascorse a discutere di architettura e città, era stata scelta tra le proposte provenienti da tutta Europa per immaginare il futuro di Porta Palazzo.
Lettera ufficiale di proclamazione
Rendering originali del concorso - veduta Sud Ovest
Rendering originali del concorso - veduta Sud Est - il mercato
Rendering originali del concorso - veduta Nord Est - dopo il mercato
Rendering originali del concorso - veduta Nord - il mercato
3. Come nasce un'idea
Gli schizzi e la ricerca
Gran parte del lavoro svolto per il concorso di Porta Palazzo è ancora oggi conservato in un lungo rotolo di carta gelosamente custodito per oltre venticinque anni. Non si tratta di semplici schizzi. Era il loro strumento di lavoro quotidiano, su cui annotavano progressivamente le informazioni ricavate dalle linee guida del concorso, le osservazioni emerse durante il sopralluogo a Torino, le fotografie scattate nella piazza e gli spunti raccolti attraverso il confronto diretto con gli ambulanti. Ogni intuizione veniva fissata sulla carta e collegata alle precedenti. Nulla era lasciato su fogli sparsi o appunti volanti: volevano mantenere traccia dell'intero percorso progettuale, senza perdere il filo dei ragionamenti.
Le problematiche da affrontare erano numerose e complesse. Il sopralluogo si rivelò fondamentale per comprendere il funzionamento di Porta Palazzo, un luogo straordinario ma caratterizzato da continue interferenze tra percorsi pedonali, attività commerciali, trasporto pubblico, logistica e utilizzo dello spazio aperto, oltre che dalla difficoltà di gestione dei rifiuti sia durante che al termine delle attività mercatali. Molti aspetti del progetto iniziarono a trovare una risposta abbastanza rapidamente. Più difficile era, invece, individuare una soluzione per la copertura del mercato: non volevano progettare una semplice tettoia; l'obiettivo era più ambizioso: immaginare una struttura capace di proteggere contemporaneamente più banchi e che, una volta terminato il mercato, potesse scomparire restituendo la piazza alla città.
Proprio in quel periodo Marco era immerso in una delle sue ricerche sperimentali. Stava studiando la possibilità di realizzare un'imbarcazione utilizzando un sistema composto da alluminio e resina epossidica bicomponente, materiali che lo affascinavano per l'equilibrio tra leggerezza e resistenza. Con la precisione che lo contraddistingueva, Marco non si limitava ai calcoli teorici, voleva verificare tutto direttamente; aveva allestito un piccolo laboratorio e stava conducendo prove sui materiali per verificarne il comportamento reale. La sua curiosità tecnica era diventata quasi un'ossessione. Tra prove, verifiche e sperimentazioni non mancarono gli imprevisti. Durante uno dei test realizzò una vasca in vetro per simulare alcune condizioni di esercizio. L'esperimento terminò con la rottura del contenitore, l'allagamento del laboratorio e, purtroppo, anche del negozio situato al piano inferiore. Oggi quell'episodio è un aneddoto che ricordano tra le risate.
Ma proprio in quel periodo, tra schizzi, modelli, discussioni e test sui materiali, arrivò l'intuizione destinata a svoltare l'intero progetto. E se quel sistema composto da alluminio e resina potesse diventare l'elemento principale della nuova architettura di Porta Palazzo? Una ricerca tecnologica nata per un progetto nautico si era, così, trasformata in una possibile risposta urbana. Più che una semplice copertura, stava prendendo forma un sistema capace di ridefinire il rapporto tra mercato e spazio pubblico, consentendo alla piazza di cambiare configurazione nel corso della giornata e di ospitare funzioni diverse senza perdere la propria identità.
Guardando oggi quegli schizzi ingialliti dal tempo, è ancora possibile seguire il percorso di quella intuizione, veder nascere le prime geometrie delle vele, i meccanismi di movimentazione e i dettagli dei pannelli in resina ed alluminio. In quelle tracce di matita non è conservata soltanto la memoria di un concorso, ma il racconto di un gruppo di lavoro che provava a immaginare una città diversa partendo dalla ricerca, dalla sperimentazione e dalla curiosità di andare oltre le soluzioni convenzionali.
Il rotolo di schizzi
Dettagli del rotolo
Dettagli del rotolo
Le linee guida del concorso
Sergio e Giovanni al sopralluogo
4. La visione di Porta Palazzo
Un mercato che diventava città
L'obiettivo del progetto non era semplicemente ridisegnare il mercato di Porta Palazzo. La sfida era più ambiziosa: trasformare una grande infrastruttura commerciale in uno spazio urbano capace di vivere nell'intero arco della giornata, senza perdere la propria identità né rinunciare alla straordinaria energia che da sempre caratterizza quella piazza.
Durante il sopralluogo e l'analisi delle linee guida del concorso apparve immediatamente chiaro come l'infrastruttura tranviaria, pur svolgendo una funzione fondamentale per la città, tendesse a frammentare la piazza in parti distinte. L'idea progettuale fu quindi quella di ricostruire un baricentro urbano, capace di porre nuovamente in relazione i diversi settori del mercato e le eterogenee anime di Porta Palazzo.
L'Infobox: un nuovo centro per la piazza
Da questa riflessione nacque l'Infobox, un edificio leggero sospeso sopra i binari del tram, collocato nel punto in cui le diverse componenti della piazza si incontravano. Non era pensato come un semplice edificio di servizio. Doveva diventare un nuovo luogo di orientamento, informazione e gestione del mercato, ma anche un punto di osservazione privilegiato da cui leggere contemporaneamente la Torino storica, rappresentata dai fronti juvarriani, e la Torino contemporanea, rappresentata dalle nuove architetture che si stavano affacciando sulla piazza. L'Infobox diventava, cioè, il fulcro simbolico e funzionale di un sistema urbano più complesso.
Le coperture che cambiavano funzione
La vera innovazione del progetto risiedeva, però, nelle grandi ali di copertura che si estendevano sopra i mercati scoperti. L'idea era semplice solo in apparenza. Durante le ore di mercato i pannelli proteggevano operatori e visitatori dalle intemperie, migliorando il comfort e la fruibilità degli spazi. Terminata l'attività commerciale, gli stessi pannelli potevano modificare la propria configurazione trasformandosi in superfici praticabili, percorsi, gradonate o luoghi di incontro. Il mercato del mattino lasciava, cioé, spazio a percorsi pedonali, aree di sosta, luoghi di incontro, attività culturali e occasioni di socialità.
Lo stesso elemento architettonico assumeva, quindi, funzioni differenti nell'arco della giornata. Non una copertura permanente, ma un dispositivo urbano capace di adattarsi ai diversi momenti della vita della piazza.
Stralcio TAV 1 - Nuova disposizione dei banchi e l'infobox
Stralcio TAV 2 – Usi e mobilità
Schema pannelli e banchi
Piante dell’Infobox
Stralcio TAV 2 - movimentazione banchi espositivi
5. Il concorso interrotto
L'esito del concorso sembrava aver aperto una nuova fase per il progetto di riqualificazione di Porta Palazzo. Dopo la proclamazione dei vincitori, il gruppo anguillAMetrica iniziò infatti ad approfondire alcuni degli aspetti tecnici sviluppati nella proposta premiata dalla giuria.
Nel frattempo, però, uno dei gruppi partecipanti presentò ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte, contestando alcuni aspetti procedurali relativi allo svolgimento del concorso. Dopo un articolato iter giudiziario, conclusosi con la sentenza n. 478 del 2002, il TAR annullò integralmente la procedura ritenendo che, in due sedute di valutazione, la giuria non si fosse riunita nella composizione plenaria prevista. L'annullamento non riguardava, quindi, i contenuti progettuali delle proposte presentate, ma esclusivamente aspetti procedurali relativi alla composizione dell'organo giudicante. A seguito della sentenza, il Comitato Progetto Porta Palazzo deliberò la restituzione dei premi assegnati e la graduatoria venne annullata. Il progetto vincitore non ebbe quindi l'opportunità di svilupparsi oltre la fase concorsuale, con la conseguente perdita dell’incarico di progettazione di un’opera del valore di 14 miliardi di lire.
6. Ventisei anni dopo
La piazza oggi
Ventisei anni dopo la conclusione del concorso, il ritorno a Porta Palazzo ha portato con sé uno sguardo inevitabilmente diverso.
Nel frattempo, la città è cambiata e importanti interventi di riqualificazione hanno interessato Piazza della Repubblica. Sono state rinnovate le pavimentazioni, adeguati gli impianti tecnologici; sono rimasti vuoti gli spazi dell'edificio destinato al commercio ittico, e si sono completate le nuove architetture che hanno modificato il volto della piazza. Porta Palazzo continua ad essere uno dei luoghi commerciali più grandi e vitali d'Europa e mantiene intatta la sua straordinaria capacità di attrarre persone, culture, lingue e attività differenti.
Camminando tra i banchi, tuttavia, ci si accorge che alcune delle riflessioni contenute nelle linee guida del concorso del 2000 risultano ancora sorprendentemente attuali.
L'infrastruttura tranviaria continua a rappresentare una presenza dominante all'interno della piazza. I binari attraversano il mercato e ne scandiscono l'organizzazione fisica, generando inevitabilmente una separazione tra le diverse aree commerciali e influenzando i percorsi dei visitatori. Le immagini raccolte durante il sopralluogo del 2026 mostrano chiaramente come i flussi pedonali e le attività mercatali continuino a confrontarsi quotidianamente con questo sistema di attraversamenti.
Anche il rapporto tra mercato e spazio pubblico continua a rappresentare una delle questioni centrali di Porta Palazzo.
Tuttavia, osservando Porta Palazzo oggi, si avverte la sensazione che molte delle questioni affrontate allora siano ancora aperte e continuino ad alimentare il dibattito sul futuro di uno dei luoghi più straordinari e complessi d'Europa.
Forse è proprio questa consapevolezza che ha spinto il gruppo a riaprire i cassetti, recuperare gli schizzi originali e provare a guardare ancora una volta quella visione con gli occhi del presente.
Dettaglio bancarelle mercato ortofrutticolo (maggio 2026)
La zona centrale di Piazza della Repubblica (maggio 2026)
Dettaglio bancarelle mercato ortofrutticolo - la gestione dei rifiuti (maggio 2026)
7. Una rilettura contemporanea
I nuovi rendering
Da qui l'esigenza di compiere un piccolo esperimento. Non per aggiornare il progetto, né per riproporlo, e nemmeno per immaginare una nuova soluzione per Porta Palazzo.
Con gli strumenti di rappresentazione oggi disponibili ha semplicemente provato a rileggere la visione del 2000, cercando di comprendere come quella proposta possa essere percepita da chi non ha vissuto quella stagione di concorsi, dibattiti e trasformazioni urbane.
I rendering realizzati dallo studio LUMARCH non rappresentano quindi una nuova proposta progettuale, ma una forma di riflessione visiva.
Ventisei anni fa il progetto poteva essere raccontato solo attraverso tavole, schizzi, plastici e renderizzazioni che, per quanto avanzate per l'epoca, richiedevano un notevole sforzo di immaginazione.
Piazza della Repubblica – foto inserimento veduta Sud Est – il mercato
Piazza della Repubblica – foto inserimento veduta Sud Ovest – il mercato
Piazza della Repubblica – foto inserimento veduta Sud Ovest – dopo il mercato
Simulazione - il mercato ortofrutticolo
Simulazione - concerto Jazz
8. anguillAMetrica, dopo Porta Palazzo
L'esperienza di anguillAMetrica proseguì ancora per alcuni anni dopo la conclusione del concorso di Porta Palazzo.
Erano anni intensi, fatti di progetti, concorsi, viaggi, sopralluoghi e lunghe discussioni attorno a quello stesso tavolo. Tuttavia, nonostante l'entusiasmo e alcuni risultati significativi, le difficoltà economiche che caratterizzavano il mondo professionale dei primi anni Duemila resero sempre più complessa la gestione dello studio, complice anche l'impegno rappresentato dall'avvio della progettazione di Porta Palazzo, e dalla revoca dell'incarico.
Nel 2005 decisero quindi di concludere il percorso comune di anguillAMetrica.
Fu una scelta maturata con serenità e rispetto reciproco ma anche con un po’ di amarezza e rammarico per quanto accaduto. Ognuno di loro avrebbe intrapreso la propria strada professionale, ma tutti avevano ben chiaro che il patrimonio più importante costruito in quegli anni non era rappresentato dai progetti o dai concorsi, bensì dal rapporto umano che si era creato tra loro.
A distanza di oltre vent'anni quel legame continua a resistere.
Quando ci incontriamo, difficilmente si parla di architettura o dei rispettivi lavori. Si preferisce ricordare i viaggi insieme, gli anni dell'università, le infinite discussioni notturne, gli episodi divertenti di quel periodo.
In fondo, ciò che il tempo ha conservato meglio non sono i disegni, ma l'amicizia.
Un pensiero particolare va a Marco, che ci ha lasciato alcuni anni fa.
Per noi Marco continua ad essere quello che ricordiamo durante la preparazione del concorso di Porta Palazzo: circondato da appunti, formule, campioni di materiali e prototipi improvvisati, impegnato a verificare personalmente ogni intuizione e a trasformare ogni dubbio in esperimento. Aveva una straordinaria curiosità tecnica e una rara capacità di unire rigore scientifico e immaginazione progettuale.
Per Luca, Marco è stato anche qualcosa di più: uno zio, un maestro e la persona che lo ha introdotto al mondo del lavoro quando ancora frequentava l'università. Molto di ciò che sarebbe venuto dopo è nato proprio in quegli anni trascorsi nello studio di Migliarino, osservando da vicino il suo modo di affrontare i problemi, di cercare soluzioni e di non accontentarsi mai delle risposte più semplici.
Se oggi siamo tornati a parlare di Porta Palazzo dopo ventisei anni, è anche perché in quelle tavole, in quegli schizzi e in quelle idee continua a vivere una parte importante della storia professionale e umana che abbiamo condiviso.
9. Una domanda ancora aperta
Le città cambiano, i progetti evolvono, le persone seguono percorsi diversi.
Alcune domande però rimangono aperte.
Ventisei anni dopo siamo tornati a Porta Palazzo proprio per questo.
Se il concorso del 2000 non fosse stato annullato, oggi Porta Palazzo sarebbe diversa?
Piazza della Repubblica – foto inserimento veduta Nord – il mercato